La Storia

attribuisce ai prefetti poteri gerarchici nei confronti del personale di polizia; decapita la carriera direttiva di polizia, abolendo il livello di dirigente generale; tenta di trasferire i poteri contrattuali dal sindacato al consiglio di polizia; attribuisce alla magistratura la qualità di organo arbitrale nelle controversie tra sindacato e governo;

non prevede per il personale di polizia l’esercizio di numerosi diritti in materia sindacale, che sono invece previsti per le altre categorie del pubblico impiego; è incompleto per quanto riguarda le norme sull’ordinamento del personale, che è addirittura punitivo per alcune categorie.

Per tutto il tempo che dura la discussione sul disegno di legge presentato dal governo, sia nelle commissioni che in aula, prima alla Camera dei deputati, poi al Senato, il movimento segue con le sue proposte di miglioramento del testo l’iter dei lavori parlamentari.

Esso, tuttavia, rimane anche vigilante: troppe sono state le delusioni che il personale di polizia ha ricevuto in tanti anni di attesa, perché si possa avere fiducia che questa volta la legge di riforma possa giungere al traguardo. Sulla scia delle decisioni prese nell’assemblea del 1″ luglio 1979, il movimento si prepara alla formalizzazione del sindacato, ed al tesseramento. Il 24 e 25 novembre ’79, il consiglio generale, riunitosi a Vico Equense, approva il progetto di statuto, redatto da una commissione di cui aveva fatto parte anche il mar.llo Romiti, assassinato, come si è riferito, dalle brigate rosse.

Viene anche decisa la convocazione di una assemblea, preceduta da una ampia consultazione dei lavoratori della polizia, per l’approvazione definitiva dello statuto e per aprire la campagna per il tesseramento. La Federazione Unitaria appoggia con fermezza la decisione presa a Vico Equense; le forze politiche dimostrano di aver compreso l’avvertimento. Il Ministro dell’Interno, in una riunione del Consiglio dei Ministri del 18 gennaio ’80 deplora l’iniziativa, ma fornisce assicurazioni che questa volta e intenzione del Governo di percorrere rapidamente le tappe necessario per l’approvazione della legge.

Nel frattempo, il movimento dei poliziotti democratici stabilisce rapporti con i colleghi europei. Il viaggio in Germania di una delegazione dell’esecutivo nazionale,

su invito della fondazione “Ebert”, è l’occasione per avere utili contatti con i dirigenti del sindacato tedesco di polizia e per porre le premesse per la futura adesione del sindacato italiano alla UISP, la unione europea dei sindacati di polizia, che organizza 14 sindacati con circa mezzo milione di iscritti.

Il 14 aprile l’esecutivo, assieme alla segreteria della federazione unitaria, è invitato ad un incontro col Ministro dell’Interno per una verifica di alcuni punti della legge di riforma che sono ritenuti dal personale di polizia ancora insoddisfacenti. L’incontro rappresenta una inversione di tendenza rispetto alla precedente linea politica governativa, che fino ad allora non solo ha evitato di formalizzare i rapporti con il sindacato unitario ma ha privilegiato i rapporti con il sindacato autonomo. La presenza della segreteria della federazione unitaria all’incontro serve a sottolineare il senso della evoluzione avvenuta.

Approvazione dello statuto – nascita del SIULP

II 4 maggio 1980, si svolge finalmente, l’annunciata assemblea presso il cinema Adriano di Roma: nasce ufficialmente il SIULP, ne viene approvato lo statuto in un clima di grande entusiasmo; per quanto riguarda il tesseramento, pur senza procedere alla materiale distribuzione delle tessere, l’assemblea stabilisce di considerare aperta la campagna, in vista dello svolgimento del 1° congresso nazionale del SIULP, che rappresenta il prossimo appuntamento per tutti i lavoratori della polizia. L’esecutivo nel frattempo, è presente nell’ultima fase dei lavori parlamentari, con le sue proposte di miglioramento del testo in discussione. La Camera dei deputati, nella seduta del 18 luglio, approva finalmente il disegno di legge, che ora passa all’esame del Senato. Quest’ultimo procede rapidamente, apportando al testo numerose modifiche, che ne rendono necessario il rinvio alla Camera, la quale, nella seduta del 25 marzo 1981, lo approva definitivamente. Pubblicati il 10 aprile 1981 sulla gazzetta ufficiale della Repubblica n. 121, dal 25 aprile la riforma della polizia diviene legge dello Stato.

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